Peer Education

30 ragazzi delle superiori (Cantoni, Collegio Angeli, Facchetti, Oberdan, Salesiani, Weil, Zenale) hanno partecipato a un’intera giornata di formazione che si è tenuta il 13 febbraio 2020 sui temi del bullismo organizzata all’interno del Progetto finanziato dalla Regione Lombardia e tenuta presso lo spazio corsi di Associazione Metas, la Fondazione Portaluppi e il Centro Agape, con esperti in pedagogia e psicologia: Emanuele Bellani, Anna Gatti, Nicoletta Sudati e Viviana Visconti.

Una giornata formativa intensa per preparare i ragazzi a diventare “tutor” degli studenti delle seconde medie della Scuola Grossi e di tutte le altre scuole medie paritarie cittadine.

Si tratta di diciassettenni che hanno ricevuto informazioni, si sono scambiati pensieri e proposte, hanno dovuto produrre un progetto, con la supervisione dei formatori, ed in piccolo gruppo sarebbero dovuti entrare tutti nelle aule dei “colleghi” tredicenni col compito di far riflettere sui temi del bullismo attraverso una metodologia attiva. 

Si chiama “peer education” (o peer learning), educazione tra pari. Richiede un cambio di prospettiva nell’insegnamento, vede gli studenti al centro del processo educativo e la messa in atto di meccanismi di influenza sociale ed emozionale positiva. Prevede che siano i giovani opportunamente preparati a diventare in una comunicazione paritaria in-segnanti di altri ragazzi.

Così è avvenuto per il primo gruppo che è entrato nella classe della seconda media sez. E della Grossi, unica classe che ha ricevuto l’intervento mentre ne erano programmati altri 16 nelle altre sezioni delle classi seconde delle scuole Collegio degli Angeli, Facchetti, Salesiani oltre alle altre sezioni della scuola secondaria di primo grado dell’IC Grossi.

La mattinata svolta il 21 febbraio 2020 è stata piacevole per gli studenti più giovani ben guidati dai più  grandi che sono risultati splendidi facilitatori. L’insegnate presente, la prof. Elena Casati, ha dimostrato molta soddisfazione per la bellissima situazione che è stata creata in aula in una dinamica che favorisce il rispetto reciproco, la fiducia e la cooperazione tra pari, rivelandosi, come dicono i ricercatori del settore, un ottimo sistema di prevenzione verso fenomeni negativi come quello del bullismo.

L’attività si sarebbe dovuta svolgere in altre 16 classi di seconda media della città ma l’emergenza corona virus non ha permesso di completare il percorso in tutte le classi. 

Si dice: “fa più rumore un albero che cade di un’intera foresta che cresce”. I nostri ragazzi e le nostre ragazze sono la foresta luminosa che cresce. La fragilità di chi cade per tanti motivi legati a storie difficili non ci deve far dimenticare che molti, molti altri crescono verso il cielo e cercano la luce.

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