Costruire comunità

IMG-20190225-WA0006Costruire comunità a partire da un problema richiede di rafforzare la rete sociale che in questo periodo storico si è in tutti i contesti sfilacciata.

In Ciak si gira! abbiamo cercato di coinvolgere direttamente i ragazzi e anche gli adulti che a vario titolo li incontrano quotidianamente: mostrarsi, permettere un incontro fisico che muove pensieri e parole, pratiche e relazioni, conoscersi, ragionare insieme, stupirsi, non trovarsi d’accordo, riconoscersi,… sono dinamiche alla base di relazioni che  formano una comunità.

Una realtà che non si chiude dentro le vite singole, nelle case, dentro le mura delle scuole, dietro i cancelli dell’oratorio ma che diviene tessuto permeabile e attraversabile dagli adulti quanto dai ragazzi permettendo di mostrare a questi ultimi che c’è chi si pre-occupa per loro da una parte e che c’è spazio sociale aperto e per tutti, giovani ed adulti che si sia.

La dimensione digitale e quella fisica ci hanno necessariamente interrogati quando abbiamo pensato e scritto questo progetto e continuano a farci riflettere ogni giorno: che ruolo ha il digitale nello sviluppo del bullismo? che cosa succede quando ci si incontra dal vivo?

Nella ricerca della dott.ssa Felicia Palegalli, psicologa attenta alle dimensioni di innovazione e trasformazione digitale, si nota come in una lettura traversale dei dati Istat degli ultimi 15 anni è possibile vedere una stretta correlazione tra il diminuire del tempo che i ragazzi passano nell’incontrarsi fisicamente e l’aumentare del tempo che gli stessi passano davanti agli schermi.

Con questo progetto ci siamo posti da subito l’obiettivo di creare occasioni ordinarie (dentro il tempo scuola, all’interno delle esperienze estive già organizzate sul territorio) per parlare del tema del bullismo all’interno di contesti abitati ed abituali per i ragazzi, e occasioni straordinarie (i laboratori video, gli incontri sul territorio) per permettere potenzialmente a tutti di incontrarsi attorno ad una problematica costruendo occasioni inedite di incontro fisico.

L’importanza dell’incontro fisico non esclude l’utilizzo delle tecnologie: quello che crediamo come operatori del progetto Ciak si gira! è che c’è la necessità di ribadire la fondamentale importanza del fare esperienza concreta per poter creare ambienti e possibilità in cui porsi delle domande, fare ragionamenti non scontati e autoaffermativi, andare oltre al proprio sapere per vivere con serenità il dubbio e la possibilità di crescere insieme ad altri che siano pari (ragazzi e ragazzi) e impari (ragazzi ed adulti).

Ci troviamo dunque d’accordo con Stefano Laffi, sociologo ricercatore dei contesti giovanili che sul piano delle tecnologie (web e sociale) conclude un’intervista affermando: “credo che la partita però sia molto di più sul piano delle relazioni dal vivo, del piano educativo, che la questione si giochi da un’altra parte …a quel punto la tecnologia si può usare in modo intelligente, in chiave di potenziamento  ed ampliamento dello scambio relazionale.”

Anna Gatti (Associazione Metas)

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Felicia Pallegalli e Stefano Laffi ne hanno parlato in questa intervista:

https://www.radiopopolare.it/podcast/memos-di-mar-2506/

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