Ciak si gira! L’idea

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Il progetto si colloca nella città di Treviglio con circa 30 mila abitanti, a forte vocazione agricola, artigianale e con la presenza dagli anni ’60 di piccole e grandi industrie. Negli ultimi anni, il territorio ha sentito fortemente la crisi delle fabbriche e delle maestranze. Tuttavia, la collocazione di Treviglio (tra Bg, Bs, Mi, Cr), la presenza di servizi di trasporto (ferrovia MI-BS-VR-VE), dell’Ospedale, di Istituti scolastici statali e paritari del I e del II Ciclo (tecnici, professionali, licei e IeFP) hanno attratto fortemente nuovi nuclei famigliari.

Accanto alla crescita della città, della rete stradale urbana ed extraurbana, alla crescente presenza di popolazione giovane attiva, sono aumentate, con la ricchezza di manodopera, culturale e di infrastrutture del territorio, alcune problematiche relative per esempio all’integrazione o a fenomeni di marginalità (ludopatia, alcol, sostanze stupefacenti; si vedano per es. le ricerche dell’ATS BG e i dati della Provincia sulla ludopatia; consumo di gioco pubblico d’azzardo nella provincia: da 356 milioni e 790 mila euro a 1 miliardo e 573 milioni di euro dal 2005 al 2012 –sito web Comune di Bergamo).

A fronte di una complessità notevolmente aumentata dal punto di vista della popolazione e dell’assetto urbano, Treviglio ha dovuto far fronte a urgenze sociali. Molti gli interventi di sostegno delle istituzioni a seguito per esempio di ricerche in provincia e territoriali che hanno evidenziato una significativa incidenza sulla popolazione di fenomeni di disagio che hanno richiesto progetti a prevenzione in collaborazione con la Polizia di Stato, la Provincia, l’Amministrazione comunale. Nel settore delle politiche giovanili e della Pastorale scolastica, particolare attenzione è stata data alla popolazione della fascia dell’adolescenza, al fine di prevenire fenomeni di devianza o border line verso la marginalità e di disagio sociale.

Alla dimensione di crisi in cui sono naturalmente immessi i ragazzi di ogni dove, c’è una dimensione data dal contesto cittadino, dall’essere Treviglio una città: “le città contemporanee sono l’arena dei processi globali. (…)le città contemporanee sono (…) un tessuto capace di tenere insieme molteplici eterogeneità in un’unica trama, che non ha nulla di statico, ma si muove incessantemente, dando luogo a inedite metamorfosi, passando attraverso tensioni, scontri, conflitti.”* Dunque, se vogliamo cogliere l’occasione che c’è nella città di Treviglio, è necessario lavorare affinché le possibilità date dalla dimensione della città permettano di tenere le trame protettive e generative della comunità: “Comunità è un modo di relazionarsi, di ritrovarsi in prossimità, (…) La comunità inizia da un movimento di esposizione e generosità, da un “passo lungo ed asimmetrico” ** che nel caso del nostro progetto è agito direttamente dai ragazzi e dagli adulti attivi. Su queste basi, la rete costituita per questo progetto, propone, perciò, azioni che creino condizioni favorevoli per lo sviluppo di relazioni positive e significative con i coetanei e gli adulti di riferimento in contrasto al bullismo e alle forme di violenza online o offline.

*Anna Lazzarini, il mondo dentro la città. Teorie e pratiche della globalizzazione, Bruno Mondadori, Milano 2013.

**Ivo Lizzola, Le professioni sociali e la cura della vita comune

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